Storia del comune

Scopri la storia di Castelbuono, che deve le sue origini ai Ventimiglia, Signori della Contea di Geraci, i quali, agli inizi del 1300, decidono di costruire un castello sul poggio dominante l’antico casale di "Ypsigro".
paese

Il borgo di Castelbuono si trova in un territorio dalle origini molto antiche, nella vallata delle Madonie, ed è inserito in una scenografia dai rilievi di Pollina, San Mauro, Geraci, Gibilmanna, Isnello, tra numerosi boschi di querce, castagno, ciliegio, e frassino. Il centro storico conserva ancora edifici di un antico passato che si innalzano tra le vie strette di questo borgo autentico.

Passeggiando tra i vicoletti e le stradine, il paese presenta i resti di un antico casale di epoca bizantina e successivamente arabo-normanna. Da qui l’importanza di aver  sostituito il nome del borgo da Ypsigro a Castrum Bonum, oggi Castelbuono.

La storia documentata di Castelbuono incomincia nel periodo aragonese, nei primi decenni del sec. XIV. Le prime notizie storiche risalgono al periodo medievale quando il borgo passò sotto la giurisdizione del monastero benedettino di Lipari. Nel 1316 il conte Francesco di Ventimiglia fece costruire il castello su un antico sito bizantino intorno al quale si sviluppò il centro abitato. Da quel momento, la famiglia Ventimiglia decise di trasferirsi a Castelbuono ma, alla fine del 1500, la popolazione locale fu quasi del tutto sterminata da due terribili epidemie. La corte decise di diventare una sorta di residenza d’artisti di notevole pregio, tra cui Torquato tasso, che contribuirono all’accrescimento artistico e urbanistico.

I Ventimiglia, provenienti dalla Contea Ventimiglia Ligure nel sec. XIII, primeggiarono nella storia di Sicilia, ricoprendo cariche di rilievo: Ministri Plenipotenziari, Vicerè, Presidenti del Regno, Ammiragli, Governatori; furono "familiari" di Sovrani e mecenati di poeti e scienziati quali Torquato Tasso e Francesco Maurolico. Nel 1595, da Re Filippo II di Spagna, Castelbuono viene elevata a Principato; nel 1632 ottiene il privilegio di potersi fregiare del titolo di Città.

Diviene centro di cultura umanistica, che si tramanda per secoli, tramite le Accademie Letterarie, nel Teatro, nella Poesia, nella Scienza, nella Religione, nelle quali branche emergono uomini della levatura di Vincenzo Errante sec. XVI, Baldassare Abruzzo sec. XVII, Leonardo Piraino sec. XVIII, Francesco Minà Palumbo, Padre Gaetano Tumminello, Francesco Guerrieri Failla e Nicasio Mogavero nel sec. XIX. Fu sede di Ordini Religiosi e anche di due Ordini femminili, le "figlie della Croce" e il "Collegio di Maria".

Castelbuono è presente nella storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, dopo essersi ribellata più volte al sorpruso baronale. Il 14 aprile 1860 viene issato il "Tricolore" sul Campanile di Sant'Anonio Abate, ed il 12 maggio 1860 sul Campanile di Sant'Antonino Martire.  

Aderisce alla rivolta sociale dei "Fasci Siciliani" del 1893.

Gli avvenimenti del sec. XX registrano ovunque l'intervento di Castelbuono, che si onora di avere, particolarmente, dato eroi per la difesa della Patria e uomini politici insigni nel Parlamento nazionale e siciliano.

Castelbuono è divenuta, specie negli ultimi anni, meta di un turismo internazionale raffinato, capace di apprezzare in primo luogo le peculiarità enogastronomiche , nonché il grande dinamismo sociale e culturale che da sempre caratterizza la piccola “capitale dei Ventimiglia”.

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