Chiese e monumenti

Informazioni sulle chiese di Castelbuono: Chiesa Santa Maria degli Angeli, Chiesa di San Francesco all'Immacolata, Mausoleo dei Ventimiglia, Matrice Vecchia, Matrice Nuova, Chiesa Dell'Itria, Sant'Antonio Martire, Chiesa della SS. Annunziata, Chiesa della Badia

CHIESA SANTA MARIA DEGLI ANGELI

Santa Maria degli Angeli

La chiesa di Santa Maria degli Angeli è detta dei Cappuccini perché da essi fondata, nel 1577, insieme all’annesso convento che oggi ospita le Sorelle Povere di Santa Chiara. Più volte rimaneggiata nel corso della storia, conserva l’impianto ad aula con quattro altari laterali e un ampio presbiterio. Particolare è l’ottocentesco altare maggiore opera di Fra Vincenzo Bruno da Catania che, nei suoi scomparti lignei finemente intagliati, conserva le reliquie e le statue in ceroplastica di diversi Santi martiri tra cui l’intero corpo di San Teofilo. La pala d’altare, raffigurante la Madonna degli Angeli tra i Santi Francesco, Chiara, Ludovico e Placido, è opera di Antonio Catalano del 1601.

CHIESA DI SAN FRANCESCO ALL’IMMACOLATA

San Francesco dell'Immacolata

La chiesa e il convento furono costruiti dopo il 1332 per ospitare i frati minori conventuali ma l’attuale impianto risale al settecento. Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, il complesso passò al Comune.  La chiesa è ad aula con quattro altari laterali. La pala dell’altare maggiore, raffigurante il Trionfo di Maria Immacolata, è incastonata in un grande drappo di stucco. Degni di nota sono: l’affresco trecentesco di Santa Maria di Bisanzio (accanto al portale d’ingresso), l’organo del 1547 e il simulacro marmoreo della Madonna con Bambino del 1528. Adiacente alla chiesa è il bellissimo chiostro

IL MAUSOLEO DEI VENTIMIGLIA

Mausoleo dei Ventimiglia

La cappella di Sant’Antonio sorge nel luogo in cui, secondo la tradizione, si fermò a pregare il Santo padovano nel 1222. Nel XV secolo venne edificata l’attuale cappella ottagonale che ospita il mausoleo ventimigliano. Il portale marmoreo d’ingresso, attribuito al Laurana, riprende le colonne tortili che segnano gli angoli interni.  Tra gli altri, particolari sono il monumento funebre di Francesco IV Rodrigo e il sarcofago di Simone I Ventimiglia e Isabella Moncada.

MATRICE VECCHIA

Matrice Vecchia

Un’antica chiesa di Santa Maria è documentata fin dal XIII secolo sul luogo dove, probabilmente, sorgeva un tempio pagano. Restaurata più volte nel corso della storia, dedicata all’Assunta, fu ampliata nel XVII secolo con la chiusura del portico laterale. Il massiccio campanile romanico è decorato da una delicata bifora segnata da elementi goticheggianti e un ampio portale d’ingresso. All’interno, troneggia il prezioso polittico del 1520, commissionato a Messina da Simone I Ventimiglia, nella cui predella è possibile ammirare l’apostolo Sant’Andrea con le lenti. Particolari le antiche colonne affrescate e l’affresco del Matrimonio mistico di Santa Carina. Tra le altre opere d’arte si segnala il ciborio marmoreo del 1493, opera di Mastro Giorgio da Milano; le due Madonne di marmo, di cui una attribuita alla scuola gaginiana e le sculture lignee cinque-seicentesche.
Dalla chiesa si accede alla cripta affrescata con le scene della Passione di Cristo.

MATRICE NUOVA (Natività di Maria Santissima)

Matrice Nuova

Costruita a partire dal XVI secolo, la nuova Matrice fu terminata nel XVIII. I violenti terremoti tra il 1819 e il 1820 causarono il crollo della cupola, della navata e dei campanili. Ricostruita a tre navate, raccoglie opere provenienti anche da chiese distrutte. Degne di nota sono la croce pensile del XV secolo, il trittico trecentesco di Sant’Antonio Abate, la settecentesca portantina dipinta, il Crocifisso di scuola bizantina, il Cristo Risorto del Quattrocchi, le numerose tele e le sculture lignee cinque e seicentesche. Nella chiesa si conserva il corpo del beato Guglielmo, compatrono di Castelbuono. 

CHIESA DELL’ ITRIA

Chiesa dell'Itria

La chiesa, ad aula con due altari laterali, si presenta nella sua forma settecentesca, ma esisteva già nel XVI secolo. E’ dedicata alla Madonna Odigitria, la cui immagine opera dello Zoppo di Gangi (1586) troneggia sull’altare maggiore, e a Sant’Anna. L’imponente decorazione a stucchi compre le pareti e il tetto alternando il dorato al bianco. Oltre alle pregevoli tele laterali, notabile è la novecentesca immagine della Madonna della Provvidenza opera di G. Malecore di Lecce. Particolare è il portale d’ingresso a volute con le tre immagini di San Pietro, San Paolo e Sant’Anna detti popolarmente i babbi i l’Itria per la loro somiglia con i personaggi del presepe.

SANT’ANTONINO MARTIRE

Sant'Antonio Martire

La chiesa di Sant’Antonino martire era già esistente nel XVI secolo, nel XVII vi si trasferirono i frati minori osservanti. Nel 1957, quando fu ristrutturata, se ne stravolse l’impianto originale. Dell’antica chiesa si conservano il portale tardo quattrocentesco, e le antiche colonnine binate provenienti dal chiostro della chiesa di Santa Maria del Soccorso.

All’interno è custodito il simulacro del Santissimo Crocifisso, opera lignea del XVII secolo, compatrono di Castelbuono.

Chiesa della SS. Annunziata

SS. Annunziata

Sorge entro il grande piano del Castello. Non si conosce l’epoca della sua fondazione ma esisteva già nel XVI secolo. Verso la metà del secolo XVII fu affidata ai Monaci Benedettini che, dal monastero di Gangi Vecchio, si erano trasferiti a Castelbuono nell’attiguo monastero concesso loro da Francesco Ventimiglia III. L’interno è a unica navata, con un coro semicircolare. Sull’altare maggiore è posta una preziosa statua della Vergine di scuola Gaginiana, datata 1574, a cui fa da cornice un affresco del pittore Pietro Novelli, raffigurante i santi benedettini. Una tela di Giuseppe Salerno, detto lo Zoppo di Gangi, all’origine situata nella zona absidale, si può ammirare, oggi, nella cappella destra. Dal 1943, nell’annesso Istituto, hanno sede le Suore Figlie della Croce.

Chiesa della Badia

Badia

Limitrofa al Convento delle Benedettine, la chiesa risale probabilmente al periodo normanno. Fu ristrutturata nel XVIII secolo. All'esterno una monumentale cancellata in ferro battuto. I locali dell'ex Monastero (secolo XIV) sono attualmente occupati dalla Biblioteca comunale e dal Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo. Quest'ultimo, sarà trasferito, a breve, ultimati i lavori di ristrutturazione, nell'ex convento di San Francesco.

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