Costruita
nel sec. XIV sulle rovine di un tempio pagano col materiale
di riporto.
Lo dimostrano anche i reperti rinvenuti durante i lavori
di restauro, fra cui un "cippo" di pietra locale
scolpito, raffigurante simbolici rilievi che richiamano
il culto del "dio sole", un frammento di pavimento
con formelle a forma di papaia che innestandosi
fra
loro mettono in evidenza il segno della svastica di origine
persiana, i capitelli ornati con rilievi di cultura arcaica.
Sulle colonne cilindriche sono dipinti santi e sante,
di squisita fattura medioevale.
Ben disposto il tessuto pittorico murale trecentesco che
raffigura la "Consacrazione delle Vergini".Nella
cripta sotto il presbiterio fanno singolare mostra gli
affreschi medievali, rinascimentali e barocchi che riproducono
vita, passione, morte e resurrezione di Cristo. Sull'altare
maggiore troneggia il Polittico del 1520, definito il
più grandioso della Sicilia, che simboleggia il
"poema
della redenzione", opera di Antonello di Saliba,
nipote del grande Antonello da Messina.
Da splendore alla cappella del "Sacramento"
il Ciborio in marmo di Mastro Giorgio da Milano, 1494;
nelle pareti sono dipinti i "Dodici Apostoli",
di pennello settecentesco. Due nicchie accolgono la statua
di Santa Maria degli Angeli , 1520, di Bartolomeo Berrettaro.
L'architettura della chiesa, dedicata a "Santa Maria
Assunta", è d'un tardo romanico-gotico; era
a tre navate ,sul finire del sec. XV vi fu aggiunta la
quarta navata.
L'esterno è dominato dal poderoso "Campanile
" romanico-gotico, con il pinnacolo rivestito da
mattonelle smaltate a colori di gusto orientale; il "Portico
" risale al sec. XVI; il prospetto è sormontato
da merlatura ghibellina, perchè ghibellini erano
i Ventimiglia Signori di Castelbuono.
Abbastanza rilevante è il portale d'ingresso alla
chiesa, che rispecchia un'originale scultura gotico-catalana,
sec.XIV. Prospiciente alla chiesa si allarga l'ariosa
Piazza Margherita, abellita dalla fontana cinquecentesca.
Di fronte si innalza l'antico edificio ov'ebbe sede la
"Banca della corte" della città, dal
1793 al 1965 adibito a carcere.
Polittico
di Antonello de Saliba. Da Messina proviene la
grande macchina lignea gotica che incornicia una delle
opere più spettacolari della pittura siciliana:
il grande Polittico della Matrice Vecchia.
Commissionato da Simone Ventura nel 1520, e attribuito
da Di Marzo ad Antonello da Messina, il polittico è,più
probabilmente, opera di Pietro Ruzzolone, attribuzione,
quest'ultima, ugualmente problematica per i pochi dipinti
sicuri del pittore palermitano.
La gigantesca composizione è, comunque, un'opera
diseguale, dove Ruzzolone alterna e sovrappone alla più
sicura impostazione spaziale di alcune figure elementi
più arcaici, saturando la scena con i colori caldi
e squillanti dell'oro dei fondi e dei gialli e rossi delle
vesti. 
Ciborio in marmo di Giorgio da Milano.
Da splendore alla cappella del "Sacramento"
il Ciborio in marmo di Mastro Giorgio Da Milano, 1494;
nelle pareti sono dipinti i Dodici Apostoli, di pennello
settecentesco.
Madonna col bambino di Antonello
Gagini.
Fa parte del trittico e ne rappresenta la figura centrale.
Ai lati è possibile vedere i santi S.Antonio Abate
e S.Agata.
Databile tra gli ultimi anni del 400 e i primi del secolo
successivo, presenta, in particolare nel pannello centrale,
echi antonelliani - ma anche marchigiani - nella salda
impostazione luminosa della figura della Vergine; mentre
meno raffinate, e forse di altro autore, sono le figure
dei due santi laterali che presentano, nella figura di
S.Agata, caratteri goticheggianti Il trittico ( a cui
mancano alcune tavole del coronamento ), dalla bella struttura
tardo gotica, è così un tassello importante
di quel mosaico in cui gli echi della lezione di Antonello
(che non conobbe in Sicilia che un seguito sporadico)
si inrtreccianocon quelli della pittura marchigiana e
alle correnti iberiche e fiamminghe.