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la Chiesa Madre divenuta insufficiente all’aumentata
popolazione della cittadina, sul principio del Sec. XVII
venne iniziata la costruzione di una più grande Chiesa
parrocchiale dedicata alla natività di Maria: il
popolo distinse - e continua a distinguere – le due
principali Chiese locali, chiamando Madrice Vecchia la prima
e Madrice Nuova la seconda. Questa, aperta al culto nel
1701, dopo 100 anni dalla posa della prima pietra, cadde
quasi completamente in rovina il 16 marzo 1820 per i danni
subiti del terremoto del 25 febbraio 1819. Venne riedificata
nelle forme attuali entro il 1830.
Il complesso architettonico, monco della
splendida cupola e dei due campanili della facciata, non
più ricostruiti, si presenta in uno stile neoclassico,
dovuto a provette maestranze castelbuonesi del secolo XIX.
L’edificio s’innalza spazioso e
luminoso, a croce latina con tre navate, sorrette da dodici
colonne in pietra rivestite di stucco. Da notare fra due
di esse il grande organo di Pasquale Pergola. Inoltre custodisce
una croce pensile del ‘400, un trittico cinquecentesco,
tele settecentesche di artisti siciliani
Croce pensile di scuola siciliana.
La grande croce dipinta della Madrice Nuova è attribuita,
anche se non con assoluta certezza, all'artista palermitano
Pietro Ruzzolone (1484? 1526?). L'attribuzione all'artista
confermerebbe le linee seguite dall artista anche cosiderando
la sua principale opera a Castelbuono:
il polittico.
Ostensorio in stile dorico.
Il grande ostensorio in rame, monumentale e
goticheggiante, nella Madrice Nuova,
eseguito da Bartolomeo Tantillo nel 1532.

Trittico.
Trittico di struttura tardo-gotica realizzato da un ignoto
maestro siciliano con Madonna col Bambino, S.Antonio Abate
e S. Agata.
Tempera su tavola
(fine '400 - primi '500)
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L’altare del transetto
di sinistra, di scuola serpottiana.
La tela “Natività di Maria” è
della scuola di Vito D’Anna. |
1853 c.a.
M. Galbo
Deposizione |
La portantina di Giuseppe
Velasco. |
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