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Cartiera era sorta nella Valle del Martinetto, ove si incontrava
"aria fredda necessaria a fermare tenacemente il glutine
della colla nella formazione della carta; ove trovavasi
acqua limpida ed abbondante e di più sufficienza
di legname da ritrarsi dà contigui boschi".
La Cartiera Turrisi entrò in funzione nel 1823 .
Il suo approntamento comportò notevoli difficoltà
oltre all'impegno di un capitale di ben 30.000 ducati
(£. 127,500) per la costruzione dell'edificio e per
la fornitura delle macchine " talune delle quali erano
state acquistate nell'estero, e tali altre.... costruite
in Sicilia, facendosi eseguire tutto sotto la direzione
di un capomaestro chiamato dall'estero con.... stipendio".
Approntata la Cartiera, gli imprenditori avevano "
fatto venire da Genova tre famiglie intiere di lavoranti
e presso li stessi avevano posto gli apprendisti paesani
onde istruirsi nelle manifatture".
Nonostante il "deciso impegno" dei Fratelli Turrisi,
la Cartiera, sin dai primi mesi, ebbe vita travagliata.
La mano d'opera impiegata, essendo straniera, costava il
triplo e la materia prima da utlizzare, gli stracci, raggiunse
prezzi proibitivi "poichè da diversi negozianti
se ne faceva acquisto per tutta l'isola a prezzi senza limiti
per ispedirsi all'estero".
La Cartiera produceva: carta fioretto con azzurro; carta
fioretto senza azzurro; e carta mezzo fioretto. La carta
veniva fabbricata col metodo comunemente detto alla "genovese",
metodo antico, mercè il quale gli stracc ridotti
in pasta erano raccolti nelle forme o telai consistenti
in un tessuto di rame e da questi veniva poscia la carta
posta sui feltri (pannillane).
Intorno al 1842 i Turrisi furono costretti a sospendere
ogni attività.
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