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domenica, 5 feb 2012
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Stampa Locale

Editoriale de "Le Madonie" del primo numero a stampa
(24 luglio 1921)

Castelbuonesi!
Ben pensate le parole del motto antico: Chi cerca trova, chi insiste vince.

E noi abbiamo vinto. Il nostro giornaletto, che ci costa tanti sacrifici, è ormai varato.
Il nome sintetico e simbolico di "Bancarello" abbraccia tutti gli operai, che tengono i loro ferri del mestiere sopra un banco qualsiasi.
I nostri proponimenti sono semplici, e si racchiudono in una sola parola: "benessere". Cercheremo di tenerci a contatto con tutte le classi sociali, di raccogliere le loro voci, di riassumerle, rafforzarle e sostenerle. Cercheremo di sfatare quella specie di egoismo, che piglia piega spaventevole, indicando il bersaglio preciso per puntare verso la collettività.
Saremo i propugnatori instancabili, e faremo il nostro dovere con coraggio come abbiamo imparato a fare durante i quattro anni di guerra, passati nelle trincee, negli accantonamenti, nelle tradotte, negl’attendamenti, nelle lunghe e faticose marce.
La nostra parola rude, ma semplice, non avrà paura delle critiche e delle invettive dei maligni.
Siamo degl’umili operai che al pari degl’altri, ci sentiamo in diritto di recare il nostro contributo e prestare la nostra opera per il risorgimento del nostro paese.
Ci baseremo sull’educazione, specialmente dei ragazzi; ci occuperemo delle necessità impellenti che urgono alla nostra Castelbuono.
Porteremo avanti dei progetti, che per ora sono assurdi, ma che domani saranno possibili, cedendo il passo al cammino metodico, ma sicuro della civiltà. Se ci mancano i mezzi non ci mancano le idee. Con la nostra propaganda, basata solamente sul benessere paesano, siamo sicuri di vincere.
Col nostro programma giusto e dettagliato, siamo certi di trasformare Castelbuono. Non mancherà per noi, a portare avanti tanti propositi audaci: il rinnovamento delle strade, la fabbricazione dell’edificio scolastico, l’asilo infantile, la riforma delle trazzere, l’ampliamento del teatro, l’incremento del movimento dei forestieri, il giardino zoologico, il nuovo moderno, il macello, l’acqua ad ogni casa, la luce elettrica, lo sventramento del burrone fontanelle, il monumento dei caduti (ci riserviamo di indicare il posto), la stazione climatica nelle nostre contrade montane, mezzi di locomozione e tranviarie, il campo sportivo (contrada San Paolo), l’aumento dei tronchi stradali, il ristabilimento del difficile problema edilizio, il mantenimento dei nostri monumenti artistici, il ripristinamento della fiera S. Anna (additeremo il modo di farla risorgere), l’impianto di una villa da passeggio, e in conseguenza l’abolizione della richiesta di matrimonio a mezzo di… terze persone. Ancora l’ultima: l’impianto di una tipografia, che si rende necessaria nel nostro paese tanto più ora che "il bancarello" canta…
Dal lato finanziario, politico, economico, ci riserviamo di agire in seguito, dovendo trattare argomenti importantissimi.
Cercheremo di sfatare a poco a poco, il pessimismo e l’apatia; i tronchi che rovinano l’acciottolato paesano, mettendo loro le radici al sole. Ci occuperemo principalmente dell’elevazione morale, cercando d’inquadrare una gioventù forte e libera, la quale vuole esplicare tutta una vita di rinnovamento benefico.
Certi e sicuri che "il bancarello" troverà il vivo consenso di tutti i cittadini, inviamo quali direttori, la nostra più profonda riconoscenza per tutti coloro che pigliarono a cuore il nostro periodico, umoristico, semiserio, di battaglie civilizzanti, e siamo certi che l’avvenire non potrà mancarci.

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